Il Museo

 

I numerosi reperti raccolti all’interno delle collezioni del Museo Diocesano di Trani sono eloquenti testimonianze del glorioso passato di cui la città fu fiera protagonista e dei suoi insigni monumenti. I tanti rivolgimenti politici che segnarono il territorio, in particolare in epoca medievale, videro la città e la sua antica diocesi assurgere a un ruolo sempre più preponderante da un punto vista politico e religioso. Sede di Gastaldato Longobardo dal IX secolo, l’arcidiocesi fu elevata a rango di Arcidiocesi Metropolitana nell’undicesimo secolo. In questo stesso secolo l’antica chiesa di Santa Maria della Scala, la cui fondazione si fa risalire al V-VI secolo, fu impreziosita da rilevante suppellettile voluta per lo più dal vescovo filo bizantino Giovanni. Giovanni resse la diocesi nel delicato momento che portò all’allontanamento delle chiese di Oriente e Occidente ottenendo il titolo di Synkellos imperiale e patriarcale, nonché la titolarità della chiesa Sipontina e Garganica. Gli scavi condotti da Riccardo Mola tra il 1970 e 1971 hanno permesso di ricostruire la pianta dell’antica chiesa preromanica: divisa in tre navate da colonnati binati e monoabsidata. Dopo la conquista normanna l’antico luogo di culto subì  un notevole impulso costruttivo con l’arrivo di un pellegrino di origini greche: Nicola. Dopo aver attraversato tutta la Puglia con una croce in mano e ripetendo l’invocazione “Kyrie eleison”, arrivò nella città di Trani accolto dal vescovo Bisanzio. Qui il giovane pellegrino morì dopo pochi giorni di permanenza, il 2 Giugno 1094. Nel Sinodo Romano del 1098, il vescovo Bisanzio chiese che il venerabile Nicola fosse iscritto nel catalogo dei santi per meriti avuti in vita e per miracoli compiuti post mortem. Dopo l’autorizzazione concessa da Papa Urbano II alla canonizzazione di Nicola, si procedette alla costruzione di una nuova chiesa che avrebbe dovuto quality replica watches contenere le spoglie del nuovo patrono della città e sostituire la vetusta chiesa di Santa Maria della Scala. Si pose in opera quindi alla fine del XI secolo il cantiere per l’erezione di una delle cattedrali più imponenti e maestose della costa Adriatica, caratterizzata da tre diverse chiese sovrapposte all’interno dello stesso edificio, e con apparati decorativi di grande pregio tra cui spicca la porta di bronzo realizzata da Barisano da Trani tra il 1175 e il 1180. Nel corso dei secoli successivi le chiese subirono numerosi rimaneggiamenti secondo i diversi stili e le nuove tendenze artistiche che si susseguirono. La chiesa superiore fu inoltre luogo di sepoltura nel 1277 del principe Filippo, figlio del re Angioino Carlo I e di numerosi esponenti delle nobili famiglie della città. Tra il 1950 e il 1960 l’edificio fu sottoposto a lavori di restauro tesi al ripristino delle antiche forme romaniche. Si eliminarono quindi tutti gli stucchi aggiunti nell’Ottocento per volontà dell’arcivescovo De Franci e si smantellarono tutte le strutture che con il passare dei secoli si erano andate ad aggiungere al complesso originario. Il materiale lapideo e pittorico smantellato e accatastato inizialmente senza alcun criterio selettivo, fu selezionato e sistemato dall’Arch. Angelo Ambrosi e dal prof. Benedetto Ronchi  con l’aiuto del prof. Michele Elia, allora soprintendente ai Beni artistici e Storici della Basilicata. Il progetto, cosi appassionatamente perseguito dall’Arcivescovo di Trani S.E. Mons. Giuseppe Carata di realizzare un Museo Diocesano nella città di Trani, ebbe quindi compimento con la cerimonia di inaugurazione alla presenza dell’Onorevole Aldo Moro allora Presidente del Consiglio. Inizialmente i reperti furono collocati all’interno dell’attuale Palazzo Addazzi: edificio che sorge a sud – est del campanile della cattedrale e dove nel 1627 l’Arcivescovo Alvarez tentò di istituire a Trani il primo Seminario Vescovile. Negli anni successivi il Museo si arricchì di numerose donazioni di privati per cui si ritenne opportuno nel 1998 creare una nuova disposizione delle collezioni impiegando gli ambienti dell’attiguo Palazzo Lodispoto, edificio che racchiuse nell’Ottocento le arcate medievali utilizzate come logge per le fiere di San Nicola. Dopo gli ultimi restauri il Museo è stato riaperto al pubblico nel Febbraio 2011; le sue diverse sezioni  sono dislocate in tre edifici principali: Palazzo Lodispoto, Palazzo Addazzi e la Sinagoga-Museo-Sant’Anna. Presso Palazzo Lodispoto è visibile la sezione archeologica costituita dalla collezione privata donata dall’Avv. Lillo-Rapisardi. Si compone di una notevole varietà di materiale: vasi importazione attica e corizia, di produzione italiota, apula, di numerosi pesi da telaio; la sezione del lapidario dove è possibile visionare e comprendere, attraverso i reperti esposti, le diverse fasi decorative che si susseguirono in cattedrale e nelle altre chiese tranesi nel corso dei secoli; la sezione degli arredi con preziosi corredi liturgici, reliquiari, pianete, cartegloria, calici, croci di epoca longobarda in argento e lamina d’oro e il prezioso altarolo in avorio riferibile ad una produzione del XIV sec. ma tradizionalmente ritenuto un dono del sovrano Carlo I d’Angiò al clero tranese dopo l’inumazione del figlio Filippo nella cattedrale di Trani. Palazzo Addazzi è invece sede della Pinacoteca nella quale sono esposti numerosi dipinti sacri come un polittico cinquecentesco attribuito al pittore Z.T. , un crocifisso ligneo seicentesco di Vincenzo Carducci,  un dipinto su tavola riferibile ad una produzione tra il XII e il XIV secolo di San Nicola Pellegrino incorniciato dalla scene della sua vita e realizzato in stile bizantineggiante da un anonimo. La Sinagoga – Museo – Sant’Anna, situata nel cuore del quartiere ebraico medievale, ospita infine la sezione di storia e cultura ebraica del territorio.http://www.watchesbest.org    watchesbest    cheap fake Hublot watches

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